Cosa mangiare a Ischia: tradizione “di terra” per l’Isola Verde

L’Isola di Ischia, meta turistica fra le più rinomate e ricercate, si è meritata il titolo di “Isola Verde” per la sua eccezionale ricchezza naturale, la sua lussureggiante vegetazione che circonda le splendide spiagge di cui è dotata. Ma la straordinaria offerta dell’ospitalità ischitana non si ferma certamente a questo e nemmeno alla famosa stazione termale che la contraddistingue e che è stata, per secoli, la fonte della sua notorietà.

Infatti è meno noto il fatto che Ischia possegga anche una straordinaria tradizione gastronomica tutta particolare e tutta da scoprire. Per stuzzicare la curiosità dei lettori è forse sufficiente dire che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe date le caratteristiche geografiche del luogo, i piatti tipici ischitani non sono a base di pesce ma per lo più di carne e legumi, provenendo da una tradizione “povera” che proprio per questo si è mantenuta nel tempo tanto semplice e genuina quanto ricchissima di gusto.

Insomma, se c’era necessità di una ragione in più per scegliere Ischia come meta delle proprie vacanze, la sua cucina costituisce veramente la ciliegina sulla torta!

Il Coniglio all'Ischitana

Il Coniglio all’Ischitana

Dal coniglio al fagiolo zampognaro

Il coniglio è il grande protagonista della cucina tradizionale di Ischia e da sempre ne costituisce il simbolo ed il marchio di fabbrica. Il Coniglio all’ischitana è il piatto più tipico dell’isola ed il suo profumo di erbe aromatiche locali, basilico, timo, piperna e maggiorana, oltre alla dolcezza dei pomodorini campani, è quanto di più comunemente potrete sentire uscire dalle cucine delle case e dei ristoranti.

Altro piatto che fa parte della storia di Ischia sono gli spaghetti alla puttanesca, la cui origine si fa riferire ad un episodio davvero singolare. Pare infatti che l’architetto Sandro Petti durante una serata fra amici artisti, abbia finito le scorte di cibo a disposizione e per soddisfare la fame non attenuata dei suoi ospiti si fosse messo a cucinare “una puttanata qualsiasi”. Prese così quello che trovò nel suo frigo: pomodorini, qualche oliva, capperi, aglio, olio e prezzemolo…

Zingara Ischitana

Zingara Ischitana

Se la regina dello “street food” ischitano è sena dubbio la “zingara” – pane cafone tostato, maionese, mozzarella, prosciutto crudo, fette di pomodoro e due foglie di lattuga – l’altro ospite fisso della tavola ischitana è il tipico fagiolo zampognaro, una particolarissima varietà di questo legume noto anche come l’Oro Nero di Campagnano, il borgo dell’isola dalla storica vocazione contadina. Andato quasi perduto ma oggi tornato in abbondanza nella produzione locale grazie all’interessamento della sezione Slow Food di Ischia e Procida, il fagiolo zampognaro, di colore scuro, rossastro e con piccole striature bianche, ha la straordinaria particolarità di restare croccante anche dopo tre ore di cottura e viene servito con solo un filo d’olio a crudo e una spolverata di prezzemolo, oppure su una bruschetta di pane cafone.

Fagioli zampognari

Fagioli zampognari


Anna Invernizzi

Con cinque figli non ci si annoia mai, ma dove lo trovo il tempo di scrivere? Semplice: basta avere passione, curiosità, inventiva e… un marito molto paziente!