La moda ama i gatti: spiegato il connubio femmine-felini

Femmine e felini: un accostamento che, nella moda, vince sempre.

È la storia ad affermarlo. La moda ha un’autentica ossessione per i gatti, che ogni anno fanno la loro comparsa in qualche collezione.

Ma perché?

Durante tutto il 2016 la moda è praticamente impazzita per i gatti, e a quanto pare molti giornali hanno affermato che il trend felino è ormai una cosa seria. Tra Stella McCartney, Marc Jacobs, Gucci e Loewe, il fascino felino non è passato inosservato nel mondo dell’alta moda e pare quasi che tutti i grandi stilisti l’approccino come una “scelta sicura”.

Le millenials li adorano, e non solo. Sembra quasi che l’esca dei gatti riesca sempre a conquistare tutti. Pensare che i prodotti modaioli a “stampo” felino stanno invadendo tutto il mercato, e senza neanche troppa grazia. C’è davvero una montagna di “paccottiglia” in giro ispirata ai gatti – ma adesso siamo pronte a tutto.

Da quando le grandi marche hanno optato per giocare con il mondo felino ormai c’è solo di che sbizzarrirsi e lasciarsi trascinare dalla gattomania.

Naturalmente, la connessione tra moda e gatti è nata molto tempo prima che a Karl Lagerfeld venisse l’idea di fare della pelosona Choupette la sua icona di stile. La loro forma sinuosa e la naturale sicumera li ha da sempre portati ad essere ammirati da molti stili e molti culture.

E anche la moda ha subito la fascinazione: dalle kitten heels, all’eyeliner “occhi di gatto” (cat eyes), fino alla passerella, la catwalk. Insomma, perché non i cani? Perché i gatti sono più eleganti? Più raffinati?

La risposta in realtà è più semplice: i gatti sono da sempre associati alla femminilità. È innegabile che esistano connessioni psicologiche e psicosociali che legano gatti e donne.

Esistono studi che avvallano la teoria che le donne riescano a stabilire dei legami speciali con i fatti, è forse la cultura popolare a rafforzarne la credenza grazie alla stereotipatissima “gattara”. Nel 1900 i gatti erano simbolo delle suffragette e della loro propaganda; se dapprima erano utilizzati dalla propaganda contro le suffragette per indicare la loro natura di donne addomesticate, le stesse sono riuscite a rivisitarli trasformando il felino in un simbolo di ferocia e indipendenza.

Quindi, qual è il simbolo più adatto a una donna che desidera fortemente l’indipendenza e che non ha bisogno di dipendere da qualcuno? Un gatto. E questo è il target su cui si sono focalizzati anche i brand luxury, dove le donne scelgono con cura i loro abiti in modo che rispecchino la loro personalità graffiante.

Che vada o che venga, il trend dei gatti è destinato a non abbandonarci mai – a volte potremmo dimenticarlo per un po’ solo per riscoprirlo poco tempo dopo, con ancora più passione di prima!


Agata Maini

Scrittrice per passione e per necessità, trascorro le mie giornate tra una lettura e un articolo. Coltivo molte passioni, tra cui quella dei videogiochi, le serie TV e i tarocchi. La moda è l'arte dei nostri tempi, e nonostante il mio stile personale sia perlopiù vintage, amo le sfilate d'alta moda e la loro stravaganza.