Modelle “al naturale”: fanno vendere di più?

Belle, belle impossibili: se tante modelle ci appaiono così, è perché spesso il fotoritocco aiuta lì dove la natura non arriva. Un’abitudine che può portare noi “comuni mortali” a sentirci inadeguate, e che non invoglia a comprare quei costumi da bagno che, lo sappiamo, a noi non staranno mai così bene.

Dal 2014, l’azienda americana Aerie ha deciso di non modificare più digitalmente le foto delle sue modelle: nei, smagliature e cellulite rimarranno visibili nelle foto, per creare pubblicità meno irrealistiche e più naturali.
La decisione venne inizialmente accolta da numerose critiche: nobile nelle intenzioni, certo, ma le modelle scelte da Aerie erano bellissime e magrissime anche senza ritocchi. Raccolte le critiche, l’azienda ha però iniziato a scegliere anche ragazze-immagini meno convenzionali, come la modella plus size Iskra Lawrence o Barbie Ferrera, di taglia 46, volto della nuova collezione di costumi da bagno 2016.
I risultati sono stati decisamente positivi: nel 2015 le vendite del marchio sono salite del 20 per cento! 

La pubblicità “genuina” non è solo un invito all’acquisto, ma anche un modo per valorizzare le acquirenti e aiutarle a sentirsi belle: è questo il caso della campagna Instagram #AerieREAL, che invitava le fan a postare le loro foto in costume da bagno. Aerie sostiene anche la National Eating Disorders Association, associazione americana sulla prevenzione e la cura dei disturbi alimentari.
Perché non è necessario essere magrissime per essere belle impossibili!


Giada Zavarise

Ex studentessa della Scuola Internazionale di Comics, attualmente impegnata nella difficilissima impresa del vivere scrivendo Cose. Quando non scrivo su Junglam leggo fumetti, bevo tè, gioco di ruolo e imparo fatti inutili su animali bizzarri.