La Scala di Milano ospita l’Alta Moda di Dolce&Gabbana

Il palco del Piermarini del Teatro alla Scala di Milano si è trasformato per la prima volta in una passerella per il défilé di Alta Moda di Dolce&Gabbana. Un sogno che pareva irrealizzabile ai due stilisti, che rinsaldano così ulteriormente il loro rapporto con Milano, la città che ha consacrato il loro il successo.

La presenza di Dolce&Gabbana al Teatro alla Scala non è una novità: un anno fa avevano sfilato nel foyer Toscanini con la collezione uomo autunno/inverno 2015 e il primo ballerino Roberto Bolle aveva danzato per loro. Stefano Dolce e Domenico Gabbana, inoltre, sono soci fondatori sostenitori della Scala, un impegno che richiede un versamento di 600mila euro entro l’arco di cinque anni e che testimonia il senso di responsabilità dei due stilisti nei confronti del patrimonio culturale italiano. Da diversi anni, inoltre, sostengono gli studi di venti allievi della scuola di ballo.

La sfilata di Alta Moda dello scorso 31 gennaio, tuttavia, è stata una sorpresa imprevista per Dolce&Gabbana, che hanno «osato» e hanno ottenuto inaspettatamente il consenso del sovrintendente Pereira. Gli invitati selezionatissimi hanno potuto sedere direttamente sul palcoscenico, su sedie dorate in velluto, dove le modelle hanno sfilato sulle musiche di Puccini.

L’omaggio di Dolce&Gabbana al tempio della lirica, «simbolo della cultura italiana in tutto il mondo», è raccontato dalla sfilata stessa, ispirata a Biki, la sarta milanese nipote di Puccini che vestì i protagonisti della vita culturale a Milano tra gli anni ’40 e ’60. Gli archivi e i magazzini del Teatro sono stati fonte preziosa di ispirazione per Dolce&Gabbana, che hanno voluto portare i costumi originali delle opere di Puccini nel foyer.

Gli 88 outfit presentati durante la sfilata hanno celebrato l’armonia dei contrasti e l’equilibrio tra rigore e opulenza, i poli che nella visione degli stilisti legano Milano e la Sicilia: tailleur neri e seri, smoking e cappotti dalle linee rigorose, e poi gonne sontuose, abiti da ballo e gioielli sfarzosi in continuo richiamo alle eroine delle opere di Puccini, dalla Turandot alla Madama Butterfly. Grande commozione e standing ovation di 5 minuti a conclusione della sfilata.


Irene Lodi Rizzini

Ama leggere e scrivere, guardare cose belle e visitare posti nuovi, ha un debole per i dolci e la moda e cerca di far andare d'accordo le due cose.