I-Skool Denim e Marketing Award 2017: i vincitori

Mercoledì 12 luglio si è tenuta la sfilata con premiazione della quarta edizione del premio istituito da Isko, I-Skool Denim e Marketing Award. Due categorie differenti, che hanno valorizzato capacità di innovazione e lavoro dei giovani all’opera per sperimentare le infinite possibilità creative offerte dalla tela jeans. In contemporanea alla presentazione dei capi in passerella al BASE Milano, sono stati svelati i nomi dei vincitori del contest ideato da Isko e Creative Room, la divisione ricerca e stile di Isko. Studenti delle più importanti scuole di moda internazionali, come la Naba, Polimoda e Beijing Institute of Fashion Technology, si sono confrontata sul tema genderful, sperimentando le possibilità del linguaggio della moda.

I vincitori

sfilata i skoolSi è aggiudiacata il Marketing Award Sara Giordano, studente del Polimoda, premiata dalla giuria presediuta da Livia Firth, già impegnata nel nostro paese per il Green Carpet Fashion Award, che si terrà a settembre 2017. Adriano Goldschmied, presidente della giuria per il Denim Award, ha assegnato il riconoscimento del Best Seller Award a Massimiliano Mucciarelli dell’Università Iuav di Venezia. Diversi premi sono stati assegnati a studenti stranieri. Mianchen Wang  della The New School – Parsons è stato premiato con il Reca Award, mentre Morine Uramoto del BunkaFashion College è vincitrice del Responsible Innovation Award. A Giulia Masciangelo della Naba lo Swarowski Award e infine Sara Armellin del Polimoda si è aggiudicata il Best Show Piece Award.

 

L’importanza di un contest dedicato al denim

Marco Lucietti

Marco Lucietti

Dell’importanza di un contest dedicato al denim ci ha parlato Marco Lucietti, global marketing director Isko.”Io penso che l’investimento sulle generazioni future sia chiave per qualsiasi azienda che vuole progredire e che fa dell’innovazione il suo punto fondamentale. Quindi per noi questo progetto, che è un grande investimento anche in termine monetari, è un po’ un ponte che noi lanciamo verso le nuove generazioni. Sicuramente c’è un valore di etica, nel senso che cerchiamo di dare indietro alla società quanto la società dà alla nostra azienda, per il semplice fatto che senza i giovani che credono nel nostro prodotto, dato che il nostro consumer target è molto giovane, l’azienda non può progredire e noi pensiamo che ridare ai giovani un po’ di know how della nostra azienda sia fondamentale. Il secondo aspetto penso che sia puramente di marketing e di comunicazione perché riesce a posizionare l’azienda stessa come un front runner per quanto riguarda la creatività e per quanto riguarda lo sviluppo e l’applicazione di tutto quanto le generazioni future oggi sognano e cercano di mettere in pratica. Un altro valore molto grande di questo progetto è che gli studenti non vengono limitati nella creatività ma gli viene insegnato come fare a industrializzare un capo di denim e questo è un valore fondamentale, perché loro si trovano a esercitare in un contesto scolastico quello che poi andranno a fare nella vita reale e nel lavoro. Penso che sia un progetto che ha tanti valori, ma che quello etico e quello innovativo di sostenere le nuove generazioni sia fondamentale”.

Cultura e formazione pratica in un contest

Massimo _MunariApprofondisce poi l’aspetto didattico Massimo Munari, art director di Creative Room. “Noi come Isko Creative Room cerchiamo come primo aspetto di spiegare esattamente cos’è il tessuto denim, come si può trasformare e cosa si può avere da questo tessuto. Perciò come prima fase diamo tutto quello che è la cultura del denim, perché nelle scuole viene visto come un tessuto con un utilizzo molto semplice. Invece il denim ha avuto un evoluzione pazzesca negli anni a livello di performance, lavaggi, trattamenti. Perciò in questo caso diamo questo valore aggiunto ai ragazzi, che sicuramente nelle scuole non viene insegnato. Come secondo aspetto quando scegliamo i lavori dei ragazzi e li realizziamo, mettiamo di fronte i ragazzi a quella che può essere la propria realizzazione, cercando di insegnare cos’è l’industrializzazione del prodotto, perciò li mettiamo di fronte a un mondo che è futuro. Questa è proprio la fase di tecnicità che penso sia molto importante per i ragazzi come realizzare il proprio prodotto, senza togliere la creatività ai ragazzi. Questo è quello che facciamo come Creative Room”.

Qual è quindi il rapporto tra Isko e Creative Room? “Isko produce il tessuto e Creative Room sviluppa questi prodotti e unisce lo stile al tessuto, per far meglio capire cosa si può ottenere con questi articoli, con questi prodotti e sicuramente la produzione l’abbiamo a livello di tessuto, il livello di contatto con la produzione industriale è diverso, noi siamo un’azienda che produce idee“.


Benedetta Consonni

Coordinatrice della redazione di Junglam.com, scrive di bellezza, moda e lifestyle. Giornalista con un passato nella comunicazione, dopo qualche esperienza nella carta stampata ha iniziato a scrivere per il web, specializzandosi nella creazione di contenuti per portali e social network.