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Joy-Jo, l’arte di tessere i gioielli

Scritto da Redazione

A noi di JunGlam piacciono le eccellenze e piace andare alla scoperta di talenti unici come quello di Giovanna Canu, in arte Joy-Jo. Giovanna si è laureata in architettura, ha lavorato per 15 anni a Milano come manager e poi la svolta dopo il trasferimento a Barcellona.
Siamo state nel suo laboratorio milanese per vedere dal vivo queste opere d’arte e ne abbiamo approfittato per conoscere meglio la sua storia e quella dei suoi originali gioielli.

Perché hai deciso di portare avanti questa tecnica?
È stato un incontro casuale dopo aver provato altre tecniche. Ho trovato un libro di un’artista americana che la utilizzava anche per realizzare abiti e mi ha incuriosito. Ho poi imparato da autodidatta e poi mi sono specializzata in varie scuole. Mi ricordava mia nonna sarta che mi ha insegnato a lavorare all’uncinetto e poi mi appassionava l’idea di poter creare una modalità di tessitura solo mia. Tanti usano questa tecnica ma ognuno ha un suo modo di lavorare.

Che cosa richiede?
È importante avere una buona conoscenza della materia prima, degli strumenti, a volte anche costruiti ad hoc, ottima concentrazione, feeling con il materiale… e poi tessere il metallo è doloroso. Del resto le tecniche orafe sono così, sono lavori che richiedono la totalità del corpo.

Dove ti sta portando la tua creatività?
Continuo a sperimentare ogni giorno e appendo i tentativi non riusciti, i miei sbagli a una parete del laboratorio perché possono sempre ispirarmi. Così sono nati per esempio i miei orecchini a farfalla. Ho provato a tessere con l’uncinetto, a utilizzare materiali diversi,… per esempio per questo autunno/inverno mi piace l’idea di fondere due elementi diversi creando un bracciale in filo di metallo che è poi come rammendato con un filo di seta.

È stato difficile inserirti in questo settore?
No, non è stato difficile. La difficoltà è per chi vede in foto questi gioielli perché non capisce bene di che cosa si tratta, come è la texture, comunque c’è grande curiosità e mi sono arrivate tante soddisfazioni: i miei gioielli sono stati esposti a Barcellona. Queste sono cose che fanno bene all’anima.

Nella vita facevi tutt’altro lavoro. Mai pensato di tornare indietro?
Sono felice della vita che ho scelto, non ho rimpianti. Ho avuto una formazione artistica ma poi ho lavorato come manager per tanti anni e potevo dedicarmi alla creatività solo nei ritagli di tempo. Oggi non è così ed è bello di ricevere gratificazioni dalle persone che comprano e indossano i tuoi gioielli, ti fanno superare ogni dubbio.

Qual è il tuo materiale preferito?
Il rame perché è caldo, sta bene con qualsiasi carnagione e poi cambia colore a seconda del ph della pelle adattandosi completamente al corpo di chi lo indossa.

Hai altre passioni oltre all’arte e ai gioielli?
Adoro lo yoga e il golf, due discipline legate con la mia attività perché entrambe hanno a che fare con la mente. E poi sono sarda e quindi amo il mare in tutte le sue manifestazioni. Per me è una forte d’ispirazione e non è un caso se proprio a Barcellona, una città di mare, ho deciso di cambiare vita.

La tua passione per l’arte ti sta portando a realizzare interessanti eventi. Ci spieghi qualcosa?
Sì, sto organizzando circa un evento al mese di commistione tra varie arti perché sono convinta che non ci devono essere muri tra le varie discipline ma anzi bisogna condividere i percorsi. Abbiamo iniziato il 2 ottobre con la poetessa Maria Mele che ha letto i suoi versi qui nel laboratorio (in via Massena, 15). Il 16 ottobre invece la stilista Lu.Vi presenterà la sua collezione di abiti in compagnia di tè verde dallo Sri Lanka, vini italiani e francesi e tanta simpatia!

Ecco allora le immagini del primo evento tra gioielli e poesia:

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